venerdì 10 marzo 2017

Notte prima degli esami

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Ci risiamo.

Domani, al palazzetto Giannelli della Mens Sana a Siena sarà di nuovo storia. Per la prima volta a Siena verrà disputato un combattimento valido per un titolo internazionale.

Come sempre nella nostra città la storia passa sempre un po in sordina, anche perché, nonostante gli sforzi un po di tutti, il pugilato non riesce ad entrare nelle preferenze degli italiani.

In palio c'è il titolo Intercontinentale IBF dei pesi Superwelter tra il nostro Orlando Fiordigiglio ed il francese Howard Cospolite. Come sottoclou si esibirà il fresco campione italiano dei Cruiser Fabio Turchi che incrocerà i guantoni contro un altro pugile francese, Mondo Isossa, detto Roberto (chissà perchè, forse farà riferimento a Roberto Duran?) mentre l'incontro iniziale è affidato al pugile di casa, Davide Traversi, che si cimenterà con il Perugino Alex Pippi.

Le operazioni di peso, a parte un leggero ritardo per motivi lavorativi di Traversi (si sa, pugilato e lavoro spesso non vanno d'accordo) si sono svolte nella norma, a cui è seguita una conferenza stampa introdotta dal maestro David Borgogni che, dopo i rituali ringraziamenti alle autorità presenti, ha illustrato l'evento, cedendo poi la parola a Mario Loreni. Il promoter auspica innanzitutto che il pugilato ritorni ad essere uno sport più popolare, che la gente ritorni a vedere gli incontri, e si vede che pensa sinceramente quello che dice. Poi, in poche parole, da la chiave di lettura dei tre match:

- " Orlando, con la difesa di questo titolo punterà, essendo lo sfidante, al campionato d'Europa, Turchi farà un ulteriore passo verso un combattimento più titolato che si svolgerà nel mese di luglio, mentre per Traversi e Pippi sarà una contesa al cui vincitore verrà aperta la strada per il campionato d'Italia."

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Mario Loreni
Quindi ci sono tre esami da superare:

Il primo esame è per Fiordigiglio. Essendo il campione in carica e sfidante ufficiale al titolo europeo di categoria, deve vincere questo incontro per provare nuovamente la scalata al titolo di campione d'Europa. Di contro però non ha un avversario facile e il risultato non è affatto scontato. Cospolite è il primo a parlare tra i pugili, afferma di non avere l'abitudine a fossilizzarsi sullo studio dell'avversario, perché ogni match fa storia a se. Quindi non ha studiato Fiordigiglio (sarà poi così vero?) e farà la sua boxe, consapevole che sarà un match difficile. Fiordigiglio di contro assicura, da perfezionista qual'è (e sicuramente più sincero dell'avversario), di avere studiato molto bene Cospolite, è assolutamente consapevole delle fatiche affrontate per arrivare fino a questo titolo e darà l'anima per tenerselo ben stretto.

Howard Cospolite e Orlando Fiordigiglio

Il terzo pugile a prendere la parola è Fabio Turchi. Dice di sentirsi a posto e che ha eseguito comunque una preparazione come se fosse un titolo, e su questo non ne abbiamo dubbi. Anche se quello di Turchi può sembrare un incontro "tranquillo" per Fabio gli esami non finiscono mai. Questo perché, parole anche di Borgogni nell'introduzione, rappresenta la "grande speranza bianca", non certo per il colore della pelle, questo è ovvio, quanto per la figura che oramai aleggia sopra il campione italiano dei pesi cruiser: Diciamocelo chiaro, noi tutti vogliamo vedere Fabio combattere con avversari che riescono a resistergli, ma sembra proprio che in italia non ci siano, e questo da quando era ancora tra i dilettanti. Quindi per Turchi sarà sempre un esame continuo, a prescindere dall'avversario di turno, in questo frangente Mondo Isossa, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni prematch.

Fabio Turchi e Mondo Isossa

Il terzo esame è per i due pugili che combatteranno il primo incontro della serata tra i professionisti, quindi Davide Traversi e Alex Pippi. Se ho bene interpretato le parole di Loreni, questo per loro dovrebbe essere una sorta di semifinale per il titolo italiano dei pesi Medi.
E' Traversi a prendere la parola, afferma di essere in ottima forma e di avere eseguito al meglio la preparazione, consapevole che questo sarà un incontro difficile. I due pugili hanno record molto simili (sette vittorie, una sconfitta per Traversi, sei vittorie, una sconfitta ed un pareggio per Pippi) mentre anagraficamente c'è una differenza piuttosto sensibile (25 anni Pippi, 32 appena compiuti Traversi). Davide è fondamentalmente uno stilista, mentre Alex ha caratteristiche più da aggressore, per cui ne vedremo delle belle.

Alex Pippi e Davide Traversi

Ultimi, ma non per questo meno importanti, gli incontri dei pugili dilettanti, vero e proprio "motore del futuro" come li considera lo stesso Borgogni. La Boxe Mens Sana ha infatti un bel vivaio di ragazzini e di "campioncini" come Francesco Mecheroni e Niccolò Nocciolini, due talenti naturali del panorama pugilistico senese.

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Il Maestro David Borgogni con i due "campioncini" Nocciolini e Mecheroni

Vorrei concludere semplicemente con le parole di Orlando Fiordigiglio al termine della conferenza stampa:

- "Ci sarà da divertirsi."

Un saluto.

Orco di Nana





venerdì 6 gennaio 2017

I segreti di BoxRec


Tutti gli addetti ai lavori del mondo del pugilato conoscono BoxRec, il sito pugilistico di rating mondiale. Molti meno conoscono il sistema con cui questo rating viene assegnato al un pugile stesso: certo, ci sono le spiegazioni e le ho lette, ma ho dovuto arrendermi all'ineluttabile verità che di matematica ci capisco veramente poco o nulla.

Essendo però testardo di natura non mi sono arreso, e  quindi con dei miei amici, il matematico Mimmo, l'informatico Simone e Renato, che non è ne matematico ne informatico, ma un ottimo padrone di casa che non ci ha fatto mancare nulla (birra e pasticcini compresi) ci siamo trovati affinché la nostra ricerca andasse a buon fine.

Parliamoci chiaro: non è tutto spiegato al cento per cento. Probabilmente anche le istruzioni sul sito di BoxRec sono parziali e anche le birre possono avere avuto il loro effetto. Questa vuole essere solamente una piccola divagazione sull'argomento, nulla di più. Spero che riesca ad essere comunque utile ai pugili, manager, maestri e quant'altro, per pianificare i loro futuri incontri.



La formula attribuisce il punteggio dopo l'incontro ai due pugili, tendenzialmente assegna un punteggio al vincitore e toglie lo stesso punteggio al perdente. Ci sono inoltre dei punteggi addizionali, punteggi specifici per conclusione per KO, ai punti (unanime e non) ritiri, eccetera. Ognuno di questi ed altri parametri hanno un valore che vengono presi in considerazione per poi attribuire il rating. Il concetto dunque che il vincitore si prende una parte di punti dello sfidante. Tante dunque le variabili: come è andata recentemente (quindi la serie positiva o negativa di vittorie), con chi hai vinto: in pratica si vincono più punti se viene sfidato un pugile con un numero di punti più alto, e più è alto il divario, più punti si vincono.

Di contro un pugile che ha molti punti, potrebbe non guadagnarne affatto se il pugile con cui si incontra ha un punteggio molto più basso del suo. Addirittura potrebbe perdere punti se anche vincesse l'incontro, a meno che non sia per KO, in quel caso non perde punti ma nemmeno le guadagna, mentre perde tanti punti in caso di sconfitta. Approssimativamente il rapporto massimo è di 1 a 3, cioè se ho 300 punti, meglio non combattere con chi ha meno di 100 punti.

Cerchiamo adesso di capire nel dettaglio la formula:


Vediamo: earn è il guadagno di punteggio che è uguale a earn_f, che è il 33%, si tratta di un parametro correttivo, cioè un terzo di V, che è il valore del risultato che cambia tra 0 ed 1 dove 1 è il massimo e lascia tutto invariato e 0 è il minimo e toglie tutto. Poi abbiamo r_b che è il punteggio del pugile B moltiplicato cd che è il clear decision factor, quindi il fattore aggiuntivo come la decisione unanime,  r_b meno r_a, che è il punteggio che i due hanno in graduatoria, questo viene diviso ad un ulteriore parametro correttivo che tiene ancora in considerazione il clean decision factor.

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Non ci avete capito niente vero? Probabile, a me è successo questo. Fortunatamente abbiamo Simone che ha scritto un piccolo programma in Excel dove abbiamo riprodotto la formula e con questa ci siamo un po sbizzarriti nel testarla, confrontandola anche con punteggi passati e, in linea di massima, devo dire che i conti tornano. Non siamo riusciti a capire quando i punteggi aggiuntivi vanno inseriti, in ogni caso questi influiscono sul punteggio finale massimo di un dieci per cento del totale.

Fatto questo abbiamo simulato una "scalata al titolo" di un pugile immaginario, facendolo combattere con altri pugili della sua stessa categoria. Il pugile in questione è Little Mac, protagonista del gioco Punch Out,  facendolo partire da un punteggio BoxRec di 1. Vediamo  dunque cosa succede Little Mac, che devo dire ha un bravissimo procuratore:

1° incontro: Little Mac VS Glass Joe

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Little Mac (pt 1)  Glass Joe (pt 3): vittoria per KO +1,20 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 2.20

2° incontro: Little Mac VS Piston Hurricane

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Little Mac (pt 2,2)  Piston Hurricane (pt 4): vittoria per KO +1,53 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 3,73

3° Incontro: Little Mac VS Bald Bull

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Little Mac (pt 3,73)  Bald Bull (pt 4): vittoria per KO +1,36 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 5,06

4° incontro: Little Mac VS Kid Quick

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Little Mac (pt 5,06)  Kid Quick (pt 8): vittoria ai punti in 6 riprese UD + 1,49 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 6,55

5° incontro Little Mac VS Pizza Pasta

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Little Mac (pt 6,55)  Pizza Pasta (pt 14): vittoria ai punti in 8 riprese SD + 2,11 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 8,66

6° Incontro Little Mac VS Mr.Sandman

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Little Mac (pt 8,66)  Mr. Sandman (pt 12): vittoria per KO + 4,36 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 13,23

7° incontro Little Mac VS Bear Hugger

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Little Mac (pt 13,23)  Bear Hugger (pt 40): vittoria per KO + 10,87 pt
Nuovo ranking: Little Mac pt 24,10

8° incontro Little Mac VS Dragon Chan

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Little Mac (pt 24,10)  Dragon Chan (pt 92): vittoria ai punti 10 riprese UD + 31,84 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 55,94

9° incontro Little Mac VS Vodka Drunkenski

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Little Mac (pt 55,94)  Vodka Drunkenski (pt 120): vittoria ai punti 10 riprese UD + 47,12 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 103,06

10° incontro Little Mac VS Don Flamenco

Risultati immagini per Don Flamenco


Little Mac (pt 103,36)  Don Flamenco (pt 300): vittoria ai punti 10 riprese UD + 122,00 punti
Nuovo ranking: Little Mac pt 225,06


Ecco quindi che il nostro simpatico Little Mac, partito da 1 punto, arriva dopo dieci incontri, tutti vittoriosi, a diventare campione del mondo con 225 punti. Non male vero? In questi incontri, ad onor del vero, non sono stati messi punteggi aggiuntivi e c'è stato una sola decisione non unanime, anche perché in questo caso il calcolo diventa maledettamente più lungo e complesso.

Se poi vi domandaste poi cosa sono le stelline (da 0 a 5 stelle) vi posso dire che a livello di incontro stanno a significare l'importanza dello stesso in base ai punti dei due contendenti, mentre le stelle che accompagnano il punteggio del pugile danno sicuramente un immagine di importanza del pugile stesso (più punti, più stelline) ma l'algoritmo con cui crescono non siamo riusciti a trovarlo, tanto più che era finita la birra e scomparsi misteriosamente i pasticcini. 

Proveremo per questo ad indagare un altra sera, magari con una bella carbonara.

Un saluto

Orco di Nana

mercoledì 7 dicembre 2016

Boxe Rock

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Attualmente l'ingresso nell'arena di combattimento da parte dei due pugili è sempre scandita da una coreografia, che può andare dalle più sfarzose e complesse di un mondiale a Las Vegas a quelle più semplici negli incontri di tutti i giorni. Le coreografie cambiano, ma tutte sono sempre accompagnata da un commento musicale, il tutto sia per caricare il pugile, che gli spettatori presenti. E per lo Show business.

In realtà non è sempre andata così. Prima degli anni 70 l'ingresso del pugile era sottolineato dal fragore del pubblico, siano essi stati applausi o fischi, ma non veniva suonato nulla di introduzione, cosa invece che prese piede immediatamente nel Wrestling. Uno dei primi pugili famosi ad adottare questa usanza fu Muhammad Ali che, in occasione del suo incontro con Earnie Shavers, fece il suo ingresso accompagnato dal tema di Star Wars, la versione disco di Meco.

Meco - Star Wars Theme Disco Version

Le musiche che un pugile sceglie per entrare sono dei generi più vari, si va dal rap, alla disco, pop, latina, downtempo, tribale e molte altre. Difficile dire la più giusta: magari è la canzone preferita del pugile stesso, oppure la canzone vuole significare una situazione contingente del momento o altro ancora. Di una cosa sono assolutamente certo però: l'hard rock è adatto. Innanzitutto i ritmi sono pari, le melodie di solito semplici e di sicuro impatto, c'è una varietà infinita di scelta e, il più delle volte, sono canzoni conosciute da tutti.

Il fatto poi di essere musicista in una rock band mi da la necessaria autorevolezza nel poter stilare un mio personalissimo catalogo di quelle che possono essere canzoni hard rock per un entrata spumeggiante durante un incontro di pugilato.

Naturalmente per hard rock intendo gruppi musicali anni 70-80.

AC/DC

Numerosi i pugili che utilizzano questa band per la loro entrata in arena. Possiamo citare "Back in Black", "Hells Bells", "Thunderstruk", "Highway To Hell", "TNT", "Shoot To Thrill" e molte altre. Indubbio è che i loro riff orecchiabili e decisi, voce acuta e pungente, uniti al ritmo rigorosamente  4/4 cassa-rullante-charleston, orienta la scelta di questa band da parte dei più. 

Una loro canzone che non viene quasi mai eseguita è "Its a Long Way To The Top (If You Wanna Rock 'n Roll)" del 1976, secondo me adattissima anche come testo (è lunga la strada del successo se vuoi il rock 'n roll). Per alcuni pugili scozzesi o amanti del genere  potrebbe avere anche una marcia in più, essendo una delle poche canzoni rock ad avere un assolo di cornamusa (o meglio di più cornamuse suonate insieme). 

Da evitare invece "You Shook Me All Night Long" che tradotta verrebbe grossomodo "Mi hai fatto tremare tutta la notte" oppure "Mi hai scosso tutta la notte" che (anche se nella canzone questo era riferito ad un incontro notturno con una bella e focosa ragazza) prima di un match di pugilato potrebbe essere interpretata male ed è pure di cattivo auspicio.

AC/DC: Its a Long Way to The Top (If You Wanna Rock 'n Roll)

Deep Purple

Insieme a "Seven Nation Army" dei White Stripes (popopopopooopooo) sono autori del tormentone più in voga, cioè "Smoke On The Water", usata ovunque. Eppure non è certo la meglio canzone, ne il meglio riff dei Purple: possiamo citare ad esempio "Speed King", "Highway Star", "Burn", "Black Night". Anche "Hush" seppur non proprio riffeggiante ma più ritmata, è un ottima canzone da ingresso.

Certo bisogna sempre tenere conto che il motivo dovrà suonare massimo due-tre minuti, quindi il tempo necessario che il pugile entri, cammini sulla passerella e salga sul ring, per cui la canzone deve avere anche caratteristiche di risolversi velocemente: inizi troppo lunghi portano inevitabilmente a concludere la canzone proprio sul più bello: stiamo parlando di scenografie, bisogna essere metodologici, "Child In Time" ad esempio può essere adatta per un ingresso soft, ma prima che arrivi una qualsiasi forma di ritmo deve passare cinque minuti abbondanti, per cui anche questo è un parametro fondamentale da tenere in considerazione.

Dei Purple vi voglio invece proporre una canzone del 1984, tratta dal loro album di ritorno sulle scene, Perfect Stranger, una canzone che è una sorta di entrata naturale, lo si capisce anche dal titolo: "Knockin At Your Backdoor".


Deep Purple - Knocking On Your Backdoor


Led Zeppelin

Prima di andare avanti ho il dovere di avvertirvi che gli Zeppelin sono di gran lunga la mia band preferita. Se fossi un pugile non avrei dubbi sulla band da scegliere per il mio ingresso, sarebbero loro. Avrei forti dubbi però sul brano, in quanto sono molte le canzoni papabili.

Escludendo anche qui il loro cavallo di battaglia "Stairway To Heaven" (veramente un inizio troppo soft, il pugile rischia di addormentarsi a mezza strada) possiamo citare "Whole Lotta Love", "Immigrant Song",  "Kashmire" (forse più adatta come musica da allenamento), "Communication Breakdown", "Heartbreaker", "Moby Dick", "Black Dog", ma anche "Rock And Roll" se vogliamo un effetto più euforizzante sul pubblico, però il pugile deve entrare saltellando.

In ogni caso, come entrata, alla fine sceglierei  "Good Times, Bad Times", spesso anche loro canzone di apertura durante i concerti.

Led Zeppelin - Good Times Bad Times


Pink Floyd

Non è che sono usati spessissimo, in ogni caso "Another Brick In The Wall" è un pezzo che, pur nella sua apparente semplicità, suscita nel pubblico molto apprezzamento. Notevole anche "Run Like Hell" brano tratto dello stesso album. Sono nei Pink Floyd post Barret infatti che si hanno le meglio canzoni di entrata, anche "Learning To Fly" è adattissima, come pure la notissima "Shine On You Crazy Diamond". Se vogliamo un atmosfera più pacata e misteriosa possiamo osare "The Great Gig In The Sky" o "Breathe".

Certo i primi Floyd erano molto psichedelici, genere questo che non si coniuga molto al mondo del pugilato, ma è proprio del loro periodo più psichedelico (e cioè in pieno 1971) la loro canzone, secondo me, più adatta ad una entrata assolutamente indimenticabile. Sto parlando di "One Of These Days (I Am Going To Cut You Into Little Pieces)", adattissima anche per il significato del titolo (Uno di questi giorni ti farò a pezzettini), sicuramente intimidatoria.

Pink Floyd - One Of These Days 


Queen

Anche qui ci possiamo sbizzarrire. Oltre a "We Will Rock You" e "We Are The Champions" quest'ultima usata sopratutto alle premiazioni (ma anche da qualche pugile megalomane) possiamo citare "I Want It All", "Another One Bites The Dust" adatta questa per il suo significato (un altro ancora va a mordere la polvere). 

Ancora più rockeggianti e cariche sono "Stone Cold Crazy", "Keep Yourself Alive", "Fat Bottomed Girls", "Now I'm Here", "Death On Two Legs", "Breakthru", "Hammer To Fall" mentre per un pugile particolarmente veloce possiamo sicuramente consigliare "Flash Theme" oppure "The Invisible Man". 

Non è certo la mia canzone preferita dei Queen (che per la cronaca è "You Take My Breathe Away" cioè tu mi togli il respiro, e quindi inadatta assolutamente prima di un incontro) ma è in assoluto la migliore per una perfetta entrata, anche se un po scontata. Sto parlando di "One Vision".

Queen - One Vision


Rush

Il trio canadese non è molto presente nelle entrate del pugilato, eppure dovrebbe. Magari l'uso di tempi dispari, coniugato al fatto che non sono noti ai più, tende ad escludere questa band che invece, stilisticamente parlando, sono tra i più sopraffini compositori ed incredibili musicisti, ed hanno creato pezzi perfetti per questo compito. 

Cito canzoni come "Tom Sawer", "Limelight", "Time Stand Still", "The Big Money", "Subdivision", "The Spirit Of The Radio", anche se la più adatta ad una entrata roboante rimane la potentissima "YYZ".

Rush - YYZ


Genesis

Rimanendo nel panorama progressivo troviamo le stesse problematiche riscontrate nei Rush, cioè la musica è più di difficile interpretazione, quindi possono essere usati per ingressi più creativi a volte, ma non per questo meno di impatto. 

Canzoni perfette per ottimi ingressi sono "I Know What I Like", "The Battle Of Epping Forest" con il suo inizio di marcetta militare, "The Lamb Lies Down On Broadway", "Behind The Lines", "In The Cage", "Dance On A Volcano", "Squonk", "Abacab", "Eleventh Earl Of Mar", e la promettente (da un punto di vista pugilistico) "Down And Out" (Giù e fuori). 

Potrebbe essere di notevole effetto pure "Mama" con il suo ritmo ostinato, ma la canzone che mi rappresenta meglio un ingresso di un pugile è sicuramente "Turn It On Again" nonostante la sua complessità di ritmo.

Genesis - Turn It On Again


The Who

Essendo le loro canzoni sigle di serie tv famose come la saga di CSI cioè "Who Are You", "Baba O' Riley" e "Won't Get Fooled Again" è indubbio che hanno nel loro DNA il comporre inizi sfolgoranti. Non sono da meno neanche "Pinball Wizard", "I Can't Explain", "Bargain", "The Real Me". Per un ingresso ben ritmato e pieno consiglierei caldamente "5:15" tratto dall'album Quadrophenia.

The Who -5:15


U2

Anche qui ci potremmo sbizzarrire per ore, abbiamo ad esempio "Pride" usata spessissimo, "Sunday Bloody Sunday", messa sovente dai fieri pugili irlandesi, "New Years Day", "Gloria", "City Of Blinding Light", "Mysterious Way", "Where The Streets Have Not Name", ma anche "One", nonostante sia più melodica, va benissimo all'uopo.

Dall' album Boy, del 1980 (in assoluto il migliore, secondo me) troviamo due chicche uniche utilizzabili come introduzione. Una è "The Electric Co" e l'altra, ancora più adatta, è "I Will Follow".

U2 - I Will Follow

David Bowie

A lui è dedicata la copertina di questo post. Avere inizi di canzone travolgenti non è nello stile di Bowie e anche  la parte ritmica  viene messa volutamente in secondo piano. Però non possiamo non citare "Heros", "China Girl", "Fame",  "Suffragette City", "The Jean Genie", "Ziggy Stardus", "Starman", "You' ve Been Around". Probabilmente, tra tutte le canzoni del Duca Bianco, quella che da più carica è l'ostinata "Rebel Rebel".

David Bowie - Rebel Rebel

Potrei stare qui per eoni, quindi preferisco finire, quantomeno con le Band.

Tra canzoni di gruppi hard rock di quel periodo non possiamo non mettere "Owner Of A Lonely Heart" degli Yes, "Aqualong" dei Jethro Tull, "Money For Nothing" dei Dire Straits, "Welcome to the Jungle" dei Guns n' Roses, "Dont Fear The Reaper" dei Blue Oster Cult, "Philby" di Rod Gallagher. "Can't Stop" dei Red Hot Chilli Pepper, "Dont Stop Beliving" dei Journey, "Die With Your Boots On" degli Iron Maiden, oltre che a  l'LP Killers per intero.

Iron Maiden - Die With Your Boots On

Non abbiamo ancora citato i Beatles, non ce ne sono molte adatte, forse "Hey Bulldog" può andare bene, dai Van Halen possiamo prendere "Ain't Talkin' 'Bout Love" oppure "Jump", i Ramones possono partecipare anche, magari con "Pet Cemetery".

Van Halen - I Aint't Talkin' 'Bout Love

Poi ci sono canzoni per pugili cattivi come "Born To Be Wild" degli Steppenwolf, e "Bad To The Bone" di George Thorogood. Per i pugili più rappeggianti può andare bene "Walk This Way" degli Aerosmith, mentre per i più cupi va benissimo "Paranoid" dei Black Sabbath oppure "Purple Haze" di Jimmy Hendrix. Adatta, anche come significato del titolo, è "Rock You Like A Hurricane" degli Scorpions.

Scorpions - Rock You Like An Hurricane

Sicuramente ce ne saranno altre centomila, ogni secondo me ne viene in mente una nuova, per cui chiudo qui e basta, scusandomi in anticipo delle canzoni non messe. Vorrei lasciarvi però con la mia preferita in assoluto, anche se non propriamente rock, visto che è stata scritta da Vangelis, ma tant'è...non si può campare soltanto di rock. In ogni caso siamo sempre nei pastellati anni '80, è la sigla finale di un grande film, Blade Runner, ed era suonata come introduizione del World Slavery Tour degli Iron Maiden. La canzone si chiama "End Titles".

Vangelis - End Titles


I Fans dei Modà mi perdoneranno se non ho citato la loro band preferita, ma purtroppo loro non sono di quegli anni.

Veramente un peccato mannaggia...

Un saluto

Orco di Nana




giovedì 1 dicembre 2016

Intervista a Lenny Bottai


Quando pochi giorni fa ho scritto a Lenny Bottai per poterlo intervistare, non mi aspettavo certo una sua così veloce ed entusiastica risposta. Il campione livornese infatti ha accettato di confrontarsi, raccontandosi con naturalezza e spontaneità, ma anche con determinazione, qualità queste che portava pure all'interno del ring durante i suoi combattimenti.

- "Ciao Lenny, e grazie per la tua disponibilità, entriamo subito nel vivo: chi è il campione italiano dei pesi Superwelter?"

- "Al momento in carica dovrei essere ancora io visto che non è mai stato fatto il vacante, i titoli professionisti in Italia mi sembrano parecchio in stallo, del resto c'è confusione ai vertici e secondo me siamo nel pieno di una crisi economica e culturale che al momento non sembra garantire un futuro a questo sport. I contributi del Coni che hanno sempre fatto vivere il pugilato, benché ci sono e come (quasi tre milioni e mezzo se non erro questo quadriennio), negli ultimi anni non venivano troppo considerati e utilizzati per l'attività a torso nudo, la decisione Aiba poi aveva reso dictat concreto questa inclinazione, ma il dietrofront ed accettare i pro a Rio ha poi creato il caos di ritorno, perché in Italia è ammessa una sola federazione, e tutto passa da qui. Tuttavia va detto anche che il botteghismo del settore, in questi tre anni di semi autonomia ha dimostrato che il mondo pro non ha reagito facendo quadrato come necessario ma si è scannato per le briciole. Ci ha rimesso ovviamente l'attività e la base che ora aspetta e spera, ma la speranza come diceva Monicelli..."

- "Ma il titolo italiano ti è stato tolto?"

- "A dire il vero l'ho abbandonato io ufficialmente quando ho scoperto di essere indagato sportivamente in ben due procedimenti disciplinari diversi ma paralleli, quindi per scelta indotta, perché con una minaccia di squalifica di 90 giorni (chiesta dal procuratore federale) non potevo certo prendere impegni e programmare, ho quindi abdicato. Per altro ero stato chiamato anche in Russia ed in Germania, ma firmare contratti col rischio di annullarli in caso di condanna era un rischio."

- "Il tuo carattere, lo sappiamo bene, è molto irruento e diretto, cosa che non piace evidentemente ai vertici della FPI ed alla RAI e di questo hai pagato un prezzo salato nella tua carriera: tu potessi magicamente tornare indietro nel tempo, rifaresti tutto? O qualcosa magari proveresti a cambiarla?

- "L'unica cosa che correggerei sono solo gli anni, i migliori per altro, che ho buttato via, cioè quelli da 21 a 27 anni quando a tutto pensavo meno che alla boxe. Ho iniziato presto, a 14 anni ero già sul ring, ho vinto un bronzo agli italiani novizi ma poi ho smesso a venti dopo una squalifica proprio per una reazione scomposta ad un verdetto, e ci ho ripensato quando ero un grasso "ex" ventisettenne di 98,5kg pentito di aver mollato. Per il resto, cioè l'essere schietto e diretto, è genetica invalicabile. E ad essere sincero poi quando mi sono trattenuto, pensando di ragionare di più ed ottenere qualcosa di più magari mediando, mi sono accorto che purtroppo non paga, anzi, viene vista come debolezza. Non è mai apprezzata la critica neanche se assennata. Non ci sono sconti. La voce fuori dal coro non piace, non voglio farne questione politica nel senso banale del temine ma è questione forse molto ideologica e culturale: sono dell'idea che il sistema deve obbligare ad anteporre sempre l'interesse collettivo a quello del privato dei singoli o delle lobbies. Deve redistribuire ricchezza e giustizia, bilanciare. Deve annichilire clientelismo e incompetenza.

Sotto precise richieste di alcuni addetti ai lavori nel 2015 accettai di entrare come consigliere nella Lega Pro boxe nascente, che doveva diventare federazione a se dal 2017, mi candidai e fui votato da tanti come rappresentante di pugili a livello nazionale ed entrai in consiglio. Quell'esperienza è stata l'ennesima delusione, non mi sono limitato a fare il consigliere per andare e votare ogni tanto, della base ero il più presente, credevo in un cambiamento e ci ho speso tempo e cuore sottraendolo ad altro. Ero riuscito a creare e sviluppare assieme alla segreteria il primo torneo nazionale Neo Pro, categoria innovativa che era fuori dal controllo di manager, grandi organizzatori e altri, e che alla prima edizione ha avuto ben 100 iscritti; dallo scontro tra ragazzi nostrani sono emersi buoni soggetti, era un vivaio, tuttavia a dimostrazione che le cose quando sono fatte bene "succede sempre qualcosa", la segreteria è stata dimezzata, il secondo torneo arruffato e cambiato, sviluppato male e con molti meno partecipanti, ed ho scoperto che la Lega  rientrava in FPI e si scioglieva buttando via tutto il lavoro fatto. Inoltre la separazione dei mari come era progettata (pro e neo pro) non è mai avvenuta, perché a suon di deroghe tutti combattevano contro tutti, e molti anziché chiamare i connazionali, anche per i neo pro sceglievano perdenti dell'est se pur erano iscritti al torneo e per regolamento non dovevano.
Fine esperienza. Per me le regole non sono cewingum. 


Sportivamente invece sono arrivato a fare una semifinale mondiale a Las Vegas e paradossalmente non ho mai potuto fare un titolo UE o Europeo, che era il mio obiettivo, molto onestamente più palpabile degli Usa, ma non sono mai riuscito ad arrivarci ed ho scoperto che quando potevo per diritto-classifica mi sono passati avanti pugili che neanche erano tra i primi 20, e tutto per accordi presi a bordo ring durante una riunione illustre che coinvolgeva gli stessi attori (manager, sigla, matchmaker). Perché delle volte, essendo le sigle soggetti privati di forte ispirazione economica, fanno anche questo.

In barba a tutto ciò quindi non posso altro che dirti che mi tengo come sono con tutti i miei difetti. Orgogliosamente. "



- "E' ormai frase scontata, con la boxe non si mangia: o un pugile ha anche un altro lavoro, o è nato ricco, oppure combatte un incontro dietro l'altro con il rischio di gravi e permanenti lesioni. Quali sono, secondo il tuo parere, i limiti che impediscono ad un atleta professionista (magari anche campione italiano) di sopravvivere dignitosamente senza che debba fare altri lavori (il termine professionista vuol dire questo infatti, una persona che vive e fa vivere la sua famiglia in maniera dignitosa grazie alla propria professione) e quindi dedicarsi a tempo pieno alla propria attività agonistica? avresti delle soluzioni da adottare in merito e se si, quali?

- "Prima di dare la colpa ai vertici dobbiamo darcela come base, per la cultura che noi stessi accettiamo e legittimiamo. Nel 2009 quando fatto il primo titolo, come tutti lavoravo ed insegnavo, sottoposto, poi mi allenavo e combattevo; in un periodo iniziale della mia carriera ho avuto la grande fortuna di essere seguito da Giovanni Parisi, il quale mi aveva fatto aprire gli occhi su certi aspetti raccontandomi episodi della sua carriera. Poi Giovanni purtroppo ci ha lasciati, ma io imparai molto da quelle parole, soprattutto di smettere di farmi gestire e gestirmi da solo, capire come si muovono le cose ed emanciparmi, cosa che col mio carattere e le mie idee andava ad hoc. Allora tutto è cambiato. Ho fatto una guerra con la federazione perché fosse legittimo che un pugile professionista potesse avere anche il tesserino come insegnante, perché prima non si poteva (anche se altri lo facevano) ed era bizzarro, con ragazzi alle finali dei campionato italiano Youth mi allontanavano dall'angolo, eppure avevo pagato e passato il corso (con 30/30), ma non era consentito avere doppia tessera, quindi non ci dovevo stare. Poi dopo una lunga lotta ed una mia lettera cambiarono il regolamento, ma non dopo che dovetti rilevare che se un pugile non poteva tesserarsi come insegnante nemmeno altre cariche federali potevano avere due ruoli che erano assai più in conflitto di interessi (che ne so... delegato provinciale e vice presidente regionale, e presidente di società?). 
Ho aperto una palestra, fatto dei corsi, studiato, sono diventato preparatore atletico e collaboratore di un gruppo di docenti, nel frattempo mi allenavo, mi procacciavo gli sponsor, mi pubblicizzavo e mi organizzavo la serata, titoli compresi, minuziosamente curando tutto di persona con mia moglie e la mia società, quella che ho sempre chiamato la "cooperative Mangusta". Dal primo titolo poi dovendo passare da 6 a 12 riprese, dovevo allenarmi duro, ho così deciso di provarci seriamente a fare il Professionista, ovviamente facendo l'equilibrista ed il precario, ma lo ero già da operaio, almeno qui lo ero in ciò che volevo davvero.
Sono riuscito a fare otto titoli di cui sei vinti e una seimifinale mondiale, e mettendomi da parte le borse prese e qualche sponsor come fa la formichina, sommando legittimi rimborsi che ricevo dalla mia società come insegnante, mi sono fatto un reddito costante come un operaio, né più né meno, perché sono un operaio, ma in ciò che amo. Ma sia chiaro senza abbracciare le logiche di mercato, anzi, andando al contrario per avere anche questa lotta sempre accesa dentro: che la professionalità non si deve svendere, e l'indotto amatoriale deve essere patrimonio e sostenibilità della nostra disciplina. Lavorando parallelamente inoltre anche nel sociale come faccio, con le case famiglia locali ed altri progetti di accessibilità allo sport. Perché questa è la funzione anche sociale dello sport.
Ma mica è stato mai apprezzato o preso come modello sai... anzi!

Pensa che una volta ho rifiutato un titolo dell'unione europea perché chi mi aveva chiamato mi faceva da strozzino, e dopo avermi offerto a voce 5000€ (già ridicole) sul contratto ne aveva messi improvvisamente 4000€, dicendomi che "o così o chiamava uno spagnolo già pronto per accettare", ed oltretutto gli avrei anche venduto 200 biglietti a 15€ di pullman riempiti. Ovviamente non accettai per orgoglio, per non essere taglieggiato da un "padrone" che dopo aver già rinviato due  volte l'incontro, si era oltretutto portato un derby toscano in Lombardia per evidenti soldi presi da un comune che pagava tutto, e pensa che scrivevano e dicevano, gli addetti ai lavori, su forum e siti, "che non avevo accettato perché ero disoccupato e avevo bisogno di soldi" (commenti che si trovano ancora su certi forum). Questo evidenzia il grande paradosso che tutti si lamentano del fatto che il pugilato non è una professione, e poi prestano il fianco a chi vuole che sia così, ma solo per gli altri. L'ho sempre detto, appena firmi un contratto ti dicono che devi sapere che il professionismo pugilistico non è un lavoro, ma chi te lo dice spesso e volentieri lo fa di mestiere. Qualcosa non quadra. Se è legittimo deve esserlo per tutti. La professionalità mancante è secondo me la maggiore motivazione della bassa qualità che esprimiamo come paese, sia nei pugili che nei tecnici. 
Perché il problema è soprattutto questo, anche negli insegnanti, botteghismo, paura di confronto e rinnovo, si sgomita per prendere dei posti senza che sia la qualità a dare una risposta di merito. Al corso ad Assisi rimasi allibito da alcune cose che erano sconcertanti come vedere che in nazionale si faceva il mezzo squat al mutlipower, e la panca coi piedi sollevato, un obbrobrio vero e proprio per chi mastica un po' di sport. Non c'è qualità, confronto, rinnovo.
Chi fa l'insegnante togliendo tempo alla famiglia tra mille impegni di lavoro, come può; chi da pensionato con poca volontà di rinnovamento dall'alto della propria esperienza, che è importante ma va calibrata con la scientificità; chi con troppa attenzione a quest'ultima ma senza percezioni dell'importanza della prima e soprattutto che tutto va applicato ai soggetti ed alla realtà non ai libri. Una guerra tra poveri. In questo quadro poi il clientelismo impera. Basta vedere che ultimamente la gente si attorcigliola per le nomine di "maestro" che fioccano tra chi si lamenta perché la voleva. I formatori Fpi sono i primi che debbono farsi analisi di coscienza.

C'è anche da rilevare poi, e questo mi è costato sempre tanta simpatia in più, che non esiste nemmeno una stampa professionale che si occupa di boxe, che indaga e sottolinea storture, e che quindi il circolo clientelare e hobbista abbraccia spesso anche questo ambiente. 

Quando ti alzi la mattina alle 6:00 ti alleni un ora e mezzo, stai in palestra fino a pranzo, mangi, torni li nel primo pomeriggio, ti alleni ed alleni, ci esci alle 21:00, e qualcuno ti chiede "non lavori?" non sai se ridere o piangere. Andate a fare lo stesso paragone ad un atleta di serie C di calcio che si allena un ora al giorno e non fa altro e vi prendono per pazzi.

Soluzioni?
Ne avrei anche, ma non è il mio ruolo.


- "Cosa mi puoi dire di Jonathan Sannino? Sembra un soggetto molto promettente nel panorama pugilistico italiano"

- "Jonny è un ragazzo interessante, devoto alla boxe, ma anche il suo percorso ha delineato il sistema che nel nostro paese è poco meritocratico. Ha vinto il campionato neo pro, con una finale spettacolare. Adesso è nel limbo perché potrebbe passare pro ma serve chi ci investe, gente che ha battuto addirittura fa titoli, perché alle spalle ha persone che sanno i tasti che debbono premere. Questo delimita i limiti del nostro paese. E dulcis in fundo adesso è entrato in cantiere a lavoro."

Sannino e Pirone danno spettacolo Bene la Cammarota


- " Come mai un pugile dilettante se vuole continuare su questa strada (e questo accade anche all'atletica e molti altri sport dilettantistici), deve necessariamente essere un tutore delle forze dell'ordine e non magari, un postino? Fa bene a questo sport e allo sport in generale, questa sorta di militarizzazione?

- "Il paradosso è che quando hanno creato i corpi di Stato sportivi da noi lo hanno fatto (a parole) compulsando i sistemi dell'est che per altro demonizzavano, tuttavia siccome questi io li conosco bene, non si racconta il vero a tutto tondo. Nei paesi dell'est la rete sportiva era strettamente collegata a quella del lavoro e delle scuole, ma in senso lato, tant'è che le squadre erano legate ai ministeri (tutti). Se il CSKA era dei militari infatti, c'era poi il locomotiv, il torpedo, la dynamo, lo spartac etc etc tutti facenti parte di ambienti come i ferrovieri, le produzioni automobilistiche, ed i sindacati operai in genere. Perché il sistema sportivo, fatto non come mezzo di mercato ma come espressione legittima della propria inclinazione, partiva da una rete capillare diffusa come benessere e cultura che allargava la base e la partecipazione, dava a tutti una possibilità concreta, dalla quale poi le elite accedevano ai vertici nazionali ed internazionali ottenendo affrancamento dal lavoro per competere, ma non era un sistema chiuso, elitario, esclusivo, come avviene oggi qui. Era una base dalla piramide larga, accessibile, che esprime un vertice naturale. Non ti dovevi raccomandare a nessuno ne essere assunto "a comando". E tantomeno non si creavano persone che vivono da professionisti ma competono contro i dilettanti. 
Ma sia chiaro la mia è una critica al sistema che non produce e si inceppa, e non agli individui che con legittimità cercano di ottenere quello che possono, anche se poi diventa uno status quo da difendere."



- "I pugili pro di alto livello si scontrano quasi esclusivamente in occasione dei campionati italiani, trovando sulla loro strada, nella stragrande maggioranza degli incontri, pugili che gli anglosassoni non esitano a definire "tomato can" cioè lattina di pomodoro. Posso capire che nella carriera di un pro debbano necessariamente esserci momenti in cui incontri anche delle lattine, ma combattere solo con pugili di scarso livello certo non aiuta la crescita del professionista. cosa ne pensi in merito?"

- "Ti devo raccontare una cosa, ho debuttato con una lattina come dici tu, anche se era venuto per combattere e ti assicuro ci provò, ma era il debutto, ed io da dilettante avevo fatto poco più di trenta match e perso sei anni di inattività, ci poteva stare e ero emozionato. Il secondo incontro è stato con un'altra lattina, ma nemmen ci provava, si era presentato al peso senza neanche la borsa sportiva ma con una busta di nailon del supermercato. Vinsi per Ko alla seconda ma ero depresso. Il mio manager Cavallari mi chiese come mai non ero contento, e gli dissi che a 31 anni non era quello che cercavo e volevo testarmi, vedere cosa succedeva, dissi "o bene bene o male male Sergio". Mi prese in contropiede e mi disse che un mese dopo c'era una riunione in Sicilia e poteva impiegarmi contro un locale giovane che veniva dalla nazionale di Oliva. Accettai. Vinsi per Kot, match durissimo, ma li presi la decisione di testarmi e feci almeno quattro, cinque derby alla morte con gente che come me voleva emergere, rischiando tantissimo, arrivai così al 10º  match a fare il titolo italiano, e mi davano per spacciato perché il mio avversario (Nicchi) era giustamente più conosciuto e quotato di me, ma io mi ero fatto le ossa e questo pagò. Andò tutto bene, fu molto dura ma vinsi, fu votato come miglior match del 2010 in Italia, anche se rischiai di vedermi togliere il titolo per un ricorso infame ed assurdo secondo il quale avevo vinto grazie ad un laser puntato dai miei tifosi al mio avversario, discussero la cosa nel Cep (costola Fpi che si occupava di professionismo) e mi obbligarono a difendere entro due mesi contro Di Fiore, a ridosso un match provante, per rimetterlo poi di nuovo in palio con lo stesso Nicchi entro poco. Mi infortunai anche alle costole ma non volevo perdere il titolo a tavolino e combattei, anche se non stavo bene, e persi. La rivincita poi me la sono presa dopo anni con sportività ovvio perché con Francesco c'è rispetto. Diciamo che così prese il volo, per le mie possibilità, la mia carriera, con una diversa logica di rodaggio. Rischiosa ma concreta. Ma poteva andare male e io non avevo altra scelta, non fosse così a chi converrebbe?

Durante la carriera poi mi è capitato spesso di dover fare Match di passaggio, ma ho sempre cercato di avere criteri decenti, evitare chi prende soldi e botte perché non ha altra scelta di vita, cosa che ti giuro viene poco compresa, forse percepita. Io ho sempre avuto un buon pubblico e non volevo prenderlo in giro, non paga questo.
È ovvio che ci sono momenti di carriera in cui non puoi rischiare troppo, ma questo non deve significare non stare nella decenza della presentabilità di un avversario, ho sempre seguito questo criterio cercando avversari con record decenti, in bilancio, per quanto può garantire se non altro onestà di fondo.

Delle volte ho anche discusso con il mio manager perché nei titoli dei tra tre quattro avversari possibili prendevo il meno fattibile, ovviamente senza fare Rambo, ma con orgoglio almeno, e difatti ho rischiato e perso anche, ma perché ho sempre voluto fare sfide che mi dessero una risposta interiore, ai limiti che ho. Sennò mancava l'incipit di essere un combattente. Una volta ho rischiato il Ko in un match normale, saltò l'avversario (avevo programmato la rivincita con Di Fiore ma si infortunò) e all'ultimo scelsi un nome che mi dettero tra tanti non da passeggiata, un Ceco che poi è andato a vincere a sorpresa un mondiale di una sigla minore in Germania, Cavallari mi sgridò pubblicamente a fine match dal ring, dicendo che ero stato scemo per compiacere il mio pubblico. Ma a Livorno chi mi veniva a vedere sapeva che, bene o male, non facevo giratine sul ring. Poi ovviamente, come detto, ogni cosa va nel suo contesto in una carriera, senza eroismi, ma tanti calcano la mano per riempirsi i record di nulla. Se non altro non hanno minimo criterio e non si pongono neppure il problema se un evento è improponibile. 
La questione di fondo secondo me, ed ho imparato anche questo, è che chi si occupa di boxe come ti ho detto dovrebbe essere l'ago della bilancia, ma non lo fa, spesso si vedono titoli, anche illustri, che fanno ridere perché sulla carta non hanno storia, e chi lo dice? 
Se i record costruiti vengono adulati e quelli con sconfitte vere deprezzati il circolo vizioso non si interrompe. Pensa che come dico sempre in Messico quasi non ci sono imbattuti e uno che ha 3,4,5 sconfitte è o è stato Campione del mondo magari in due categorie. In Europa è pieno di stelle imbattute che al mondiale magari manco ci arrivano. Io non ho mai capito perché un pugile deve essere valutato per quello 0 alle sconfitte e non per quel che regala o fa durante una carriera. "


. "Vidi al tempo sulla RAI il tuo match con Nicchi per il titolo italiano: veramente un bell'incontro, complimenti a tutti e due mi sono divertito. Sono andato a cercarlo su Youtube per rivederlo di nuovo però non c'è. Oltre a questo non riesco più a vedere nessuno dei tuoi incontri, quando anche di altri pugili meno quotati di te con incontri meno importanti, si trova tutto. Non è che dopo questa intervista anche il mio blog sarà misteriosamente oscurato vero? :)"

- "È probabile... ^_^ è probabile che indaghino anche te, o me di nuovo, perché quello che scrivo è ritenuto dannoso per lo sport, per l'immagine della boxe... (@&'l*|$+]£???). C'è un articolo del codice etico sportivo, che se non erro è il 7, secondo il quale quasi quasi non puoi dire e fare nulla se sei tesserato in una federazione; al giudice sportivo dissi che se facevo una relazione di tutto quel che scrivevano tanti altri sui social in base a quel dictat generico si bloccavano tutte le federazioni a suon di procedimenti disciplinari. Il problema secondo me è di fondo. Pensa che una volta sono stato indagato per un'intervista, e quando l'ho rivelato al giornalista di Boxeringweb, anziché dirmi "lo scriviamo subito", mi ha consigliato di non raccontarlo. 

Spesso mi hanno chiesto in diversi dei miei video, alcuni li avevano fatti degli amici, ci penserò... ho sempre avuto remore perché nel mondo sono un puntino, e tolto per fini promozionali delle serate che senza la rete non hanno spazi pubblicitari da nessuna parte (noi iniziammo a fare video quando non li faceva nessuno e ci criticavano...) delle volte c'è il timore che pare di commemorarsi, ma quando diventa memoria collettiva è diverso. Ma in diversi sulla mia pagina Facebook (creata non da me, ma che ora gestisco ed ha più di 20000 iscritti!) me lo hanno chiesto, tra poco comunque uscirà un documentario sulla mia storia sportiva (cooperativa mangusta) e magari qualcosa si vedrà li."



- "Un incontro invece che si trova bene (anche perché internazionale) è quello contro Jermall Charlo. sappiamo tutti come è andata dopo quel tremendo gancio sinistro: cosa hai provato in quei momenti? Charlo era davvero così forte? E cosa hai imparato da quella tua esperienza oltreoceano?"

- "Era grosso. Questo si. Qualcuno mi ha accusato di trovare scuse, ma per uno che era 98,5kg a 27 anni, inattivo da sei, e finisce a Las Vegas in una semifinale mondiale servono scuse? Mi hanno spesso chiesto se faceva male, beh... come ho detto ho combattuto con pugili che facevano molto più male essendo 70kg come me, lui invece la sera del match era 77,5, al di la della sacrosanta ed indubbia, innegabile, comprovata bravura, il gioco del peso che fanno toglie ogni possibilità umana. Questa "innovazione" del taglio del peso per me non ha senso. Quando tutti potremmo farla, premesso che di fisiologia me ne intendo e non è semplice perché c'è lo spettro dell'utilizzo dell'insulina nel refeeding, non avranno più senso le categorie. Se tutti i mediomassimi faranno domani i superwelter che senso avrà?

L'esperienza americana è stata come entrare in un sogno, sportivo sia chiaro, ero dentro un videogame e me la sono goduta. La boxe li è come qui il calcio, con pregi e difetti del paragone. Certo spesso mi sono detto se ci fossi arrivato con i sei sette anni in meno che ho perso... per il resto di quel paese amo poco, di Las Vegas meno, strade dove il lusso abbaglia e nasconde i retrovia di gente che chiede elemosina."
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- "Chi è il tuo pugile preferito?"

- "Penso che non ce n'è uno. Se ci penso me ne vengono in mente tanti e diversi. Anzi, questo credo che mi ha aiutato molto in carriera. Non ho nessuna particolare qualità, almeno non mi sento di averla, se non quella di amare tutta la boxe e non fossilizzarmi su stili o pugili, per questo ho saputo cambiare ed imparare cose nuove, rivoluzionando quanto acquisito. In alcuni match ho dovuto fare una cosa, in altri tutt'altro. Se non avessi amato un Terry Norris, come un Hatton ed un Morales, uno Tszyu, un Chavez, un Roy Jones, un Tapia, allo stesso modo non avrei forse potuto capire che la strategia e la capacità di leggere e adattarsi è tutto sul ring."
 
-" Quando ti rivedremo ancora sul ring? intendo in un incontro ufficiale, magari valevole per il titolo italiano che (quantomeno moralmente) ancora ti appartiene."

- "Ho chiuso con la Boxe, perché farmi tutto da solo mi ha consumato. Mi è capitato di combattere, organizzandomi, smontare il ring per aiutare gli amici senza i quali non sarebbe possibile nulla, fare da taxi all'avversario e rimettere 500€. Altre volte combattere gratis e pagare gli avversari, i dottori, dopo la rivincita che ho cercato e voluto con Di Fiore ho detto basta. Adesso mi hanno offerto di combattere gratis per dare l'incasso ad una società sportiva di Amatrice e a Dicembre se tutto va in porto lo farò perché è una mission morale. Poi tribolare per organizzare non fa per me. Da insegnante è diverso. La testa sul ring esige tranquillità."

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Ringraziando nuovamente Lenny per il suo tempo, voglio terminare questa intervista con un promo del documentario sulla Cooperativa Mangusta, con la speranza di vederlo presto nella sua versione integrale. 

Un saluto

Orco di Nana






sabato 26 novembre 2016

Classifica dei migliori pugili toscani - aggiornamento semestrale



A sei mesi dal mio precedente blog sui migliori pugili toscani, mi pare doveroso eseguire un aggiornamento in merito, seguendo sempre i punteggi dell'autorevole sito BoxRec.com.

1° 165 punti Leonardo Bundu. Ad onor del vero (come da lui stesso dichiarato) adesso le sue attenzioni siano più rivolte verso la ristorazione che non al pugilato. L'età d'altronde non è dalla sua, come la recente sconfitta con Errol Spance Jr, e tutto questo lo sta inevitabilmente portando verso il ritiro, che ancora però ufficialmente non c'è stato, per cui compare ancora non solo come migliore pugile toscano, ma come migliore italiano, sia di categoria che assoluto. Visto tutto quello che ha dato al pugilato italiano credo che riservargli il primo posto sia quantomeno un atto dovuto. Magari un giorno ci ritroveremo a mangiare al suo nuovo ristorante.

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Errol Spance Jr VS Leonardo Bundu
2°  58 punti Orlando Fiordigiglio. Il pugile aretino ha dimostrato di avere assorbito bene la bruciante sconfitta per il titolo europeo dei Superwelter, conquistando la corona intercontinentale IBF della stessa categoria contro Carmelo de Jesus, per vittoria ai punti con decisione unanime in un match dove si è vista tutta la voglia che Orlando aveva di vincere. Ultimamente ha vinto per la seconda volta contro Nikola Matic alla reunion di Siena, correndo anche qualche rischio.

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Orlando Fiordigiglio
3° 47 punti Lenny Bottai. Dopo l'incontro con Francesco di Fiore e la conquista del titolo italiano dei Superwelter, non ha più combattuto. Sarebbe stato costretto a rinunciare alla difesa del titolo italiano per uno strano diverbio a bordoring ed alcune sue dichiarazioni su Facebook. Speriamo di ritrovare la mangusta di Livorno al più presto sul ring.

Lenny Bottai

4° 37 punti Mohammed Obbadi, la "Maraviglia" di Cascina, che scala ben sette posizioni in sei mesi. Questo sopratutto grazie alla conquista del titolo di campione dell'unione europea sigla EBU contro il Romeno Silio Olteanu. Sicuramente vedremo Obbadi, pugile in ascesa irrefrenabile, ambire al titolo europeo e chissà, visto la sua giovane età e la sua determinazione, anche più in alto.


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Mohammed Obbadi

5° 20 punti Angelo Ardito. Ha perso proprio a Siena la sfida con Mario Alfano per il titolo italiano dei Superpiuma. Secondo il mio parere Ardito ha vinto questo'incontro, ma non convinto. Lo sappiamo fin troppo bene, che per strappare il titolo ad un campione in carica, sia esso nazionale che internazionale, non basta vincere, ma bisogna fare di più.

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Angelo Ardito VS Mario Alfano

6° 18 punti Mario Pisanti. Sembra non finire il periodo no per il pugile di Cascina che ha pure perso il titolo italiano senza combattere contro Mario Alfano. L'impressione, al di là dell'infortunio al setto nasale, è che Mario fatichi a riprendersi dalla sconfitta con Ward.

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Mario Pisanti
7° 13 punti Fabio Turchi. Probabilmente sarebbe molto più in alto in classifica se Maurizio Lo Vaglio non si fosse infortunato e quindi di fatto impedendo a "Fabione" di conquistare il titolo italiano dei Cruiser. Sfida solo rinviata al 23 dicembre, dove finalmente potremo vedere Turchi combattere senza il freno a mano tirato, come è successo nell'incontro di "scorta" contro il lituano Arturs Kulikauskis.

Fabio Turchi
8° 9 punti Giacomo Mazzoni di Lastra a Signa. Ha perso a maggio la sfida per il titolo italiano dei pesi Welter contro Michele Esposito per KOT alla nona ripresa. Probabilmente non è ancora nella sua forma ottimale.

Il pugile Giacomo Mazzoni si allena in palestra con l'allenatore Leonardo Turchi
Giacomo Mazzoni
9° 8 punti Dragan Lepei, che ha incontrato da vicino il gancio destro di Catalin Paraschiveanu, nell'incontro valido per il titolo Mediterraneo della WBC dei Supermedi. Erano entrambi imbattuti, un gancio killer può capitare in carriera, è ancora molto giovane ed avrà possibilità di rifarsi.

Dragan Lepei VS Catalin Parashivenau
10° 6 punti Adriano Nicchi. L'Aretino è tornato sul ring di Arezzo dove si è sbarazzato  al terzo round del suo avversario, l'ungherese Ferenc Szabo. Dopo il lungo e forzato stop e la netta sconfitta con Rabachenco al campionato europeo dei pesi Superwelter Nicchi, nonostante non sia più giovanissimo, ha ancora la voglia di combattere.


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Adriano Nicchi VS Ferenc Szabo
11° 5 punti Alessandro Balestri, di Pontedera. Ancora non ha più combattuto dall'ultima sfida contro Tamas Laska e di lui, sarò sincero, non sono riuscito a trovare notizie. Anche la sua pagina Facebook risulta senza post dal febbraio 2016.

Alessandro Balestri

12° 2 punti Vigan Mustafa, mediomassimo di Firenze. Dopo il bruttissimo e pauroso KO subito contro Sofiane Sebihi, valevole per il titolo international light dei mediomassimi sigla IBF è ritornato sul ring vincendo ai punti in sei riprese Robert Halas.

Vigan Mustafa

13° 1 punto Davide Traversi, di Siena. Rientrato da un infortunio che lo ha tenuto lontano dalle competizioni, si è imposto nettamente sul coriaceo e giovane moldavo Costantin Pancrat nella reunion di casa, dimostrando un ottimo stato di forma. Combatterà a breve, probabilmente a fine dicembre.

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Davide Traversi VS Costantin Pancrat

14° 1 punto Giampiero Marceddu, di Firenze. Il combattente tuttofare in quanto, oltre a pugile professionista, è stato anche atleta della nazionale di kickboxing, di cui è direttore tecnico. Ha perso per KO alla terza ripresa contro il sudafricano Siboniso Gonya il titolo Pan Africa versione WBA dei pesi Mosca.

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Giampiero Marceddu

15° 0 punti Jonathan Sannino, di Livorno. Ha vinto il suo quarto incontro da professionista contro il più esperto pugile fiorentino Marco Scalia. Il giovane peso piuma, pupillo di Lenny Bottai, sembra essere una  bella promessa nel panorama pugilistico toscano e italiano.

Jonathan Sannino e Lenny Bottai

Vi lascio con l'incontro tra Orlando Fiordigiglio, virtuale numero uno dei pugili toscani (visto il probabile ritiro di Bundu) contro Carmelo de Jesus, valevole per il titolo intercontinentale IBF.

buona visione, un saluto.

Orco di Nana

Orlando Fiordigiglio VS Carmelo De Jesus








domenica 20 novembre 2016

Lattina di Pomodoro

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Con il temine di "Tomato Can" (letteralmente lattina di pomodoro) si identificano quei pugili, generalmente con un basso punteggio ed un record tutt'altro che invidiabile, usati prevalentemente come assicurazione di vittoria per l'altro pugile. Non credo esista un termine simile in italiano, se non brocco, scarpone o similari, o quantomeno io non ne sono a conoscenza. Gli americani amano trovare queste similitudini negli sport, più che mai nel pugilato.

Certo l'essere paragonato ad una lattina di pomodoro non è proprio il massimo dell'ambizione di un pugile ma parliamoci chiaro: sono indispensabili nella boxe, quantomeno nella boxe per come adesso è strutturata.

Quasi sempre queste lattine vengono usate per far acquisire esperienza ad altri pugili e farli salire nel ranking, ma anche molto spesso chiamati a sostituire pugili che si infortunano poco prima dell'incontro.

Tra i Tomato Can più famosi possiamo citare Chuck Wepner, Brian London, Randall Cobb, Lou Savarese, James Douglas e tantissimi altri. 

Talvolta però queste lattine rompono le uova nel paniere degli organizzatori e complicano la vita dell'avversario: è il caso di Chuck Wepner, che per poco non vinceva con Muhammad Ali, oppure quando James "Buster" Douglas addirittura vinse contro Mike Tyson. Si sa, nel pugilato nessuna vittoria è scontata, e qui più che in altri sport, un calo di concentrazione e la frittata è fatta.

Mike Tyson VS Lou Savarese

Un gradino più in alto troviamo i Journeyman, che possiamo tradurre come Operai Specializzati. Il Journayman è un pugile che ha un punteggio adeguato, ma in realtà non è all'altezza del suo avversario. 

Secondo alcuni i Journayman sono essenziali nel panorama pugilistico, sono i pugili che fanno i campioni. Sono combattenti arcigni e capaci di mettere in difficoltà qualunque avversario, talvolta vincendolo.

Possiamo citare Darnell Boone, Ross Puritty, Bert Cooper, Ted Lowry, Micky Ward, Emanuel Augustus.

Micky Ward VS Alfonso Sanchez

Al culmine di questa particolare classifica troviamo il Gatekeeper, termine questo che può essere tradotto come portiere, guardiano. 

Sono questi i pugili che fondamentalmente si trovano alla pari dei campioni, ma che non hanno la loro visibilità e popolarità. Spesso hanno un record impressionante di vittorie ma, per diversi motivi, non riescono ad arrivare in vetta, oppure sono anche campioni ma non sono famosi e non riescono ad emergere.

Come esempio possiamo citare Monte Barret, Jerry Quarry, Edison Miranda, Earnie Shavers, Saul Montana, Robert Hawkins.

Earnie Shavers VS Jerry Quarry


Personalmente  sono un amante dei Tomato Can, li trovo la vera essenza di questo sport. Atleti che per vari motivi non riescono ad emergere, ma sono sempre pronti a combattere con chiunque anche il giorno stesso, senza preavviso e senza curarsi minimamente di chi sarà davanti. 

Magari folli, talvolta appassionati oppure solo per le misere borse, altre per motivi che possono apparire oscuri ai più, ma lo fanno. Vanno sul ring e combattono, pur sapendo che perderanno, e probabilmente le prenderanno pure tante. Ma lo fanno, e questo gli fa onore, forse più del pugile "campione" che sa di battersi contro una lattina di pomodoro.

Tanto il compito di una lattina è quello di essere aperta.

Un saluto

Orco di Nana